La Storia di Illidan Grantempesta

Illidan Grantempesta (Illidan Stormrage) è forse uno dei personaggi più iconici dell’universo di Warcraft. Vogliamo salutare Legion andando a fare un ripassone di chi è questo personaggio, tanto profondo quanto controverso.

La storia di Illidan comincia 10000 anni prima dell’apertura del Portale Oscuro e della Prima Guerra di Azeroth. Gemello di Malfurion Grantempesta (Malfurion Stormage), nacque benedetto con occhi d’ambra, simbolo di grande destino tra gli Elfi della Notte, legato al potenziale druidico. Non trovandosi affine al druidismo, Illidan prese a studiare la magia arcana e divenne talmente abile e potente da divenire l’arcanista personale del leader militare Kur’talos Crinocorvo (Kur’talos Ravencrest). Tale privilegio poteva toccare solamente agli Alti Nobili, classe nobile degli Elfi della Notte.

Quando la Legione Infuocata invase Azeroth per la prima volta, dando il via alla Guerra degli Antichi (narrata nella omonima trilogia), Illidan rimase affascinato dalla magia vile utilizzata dai demoni, trovandola molto più potente e attraente di quella arcana.

Entrambi i fratelli Grantempesta provavano un sentimento d’amore per una Sacerdotessa di Elune, Tyrande Soffiabrezza, ma ella ricambiava il sentimento di Malfurion. Quando Illidan lo capì, scelse di asservirsi alla Legione, solamente per ottenere il potere necessario a sconfiggerla. I suoi occhi furono bruciati da Sargeras, e la magia vile pervase il suo corpo, facendo comparire i celeberrimi tatuaggi di colore verde che tutti conosciamo. Agli occhi della sua razza, Illidan era diventato un traditore, ma in cuor suo, egli sapeva di stare agendo per il bene di Azeroth. Nonostante la considerazione del suo popolo, Illidan fu di vitale importanza nella chiusura del portale della Legione. La chiusura del portale però scatenò la Separazione, che distrusse il continente dell’Antica Kalimdor, e dando la forma all’attuale Azeroth.

 

In gran segreto, Illidan aveva prelevato alcune fiale di acqua dal Pozzo delle Eternità (fonte magica e fonte dell’energia necessaria a mantenere attivo il portale della Legione). Versò queste fiale nel lago del Monte Hijal, creando un nuovo, secondo Pozzo. Fu questo l’atto che gli costò il titolo di Traditore: creare un nuovo Pozzo avrebbe potuto permettere alla Legione di creare un nuovo portale per invadere il mondo. Per Illidan invece, il pozzo poteva essere una fonte di potere per sconfiggere la Legione stessa, ma i suoi “alleati” mancavano di lungimiranza.

Dopo questo atto, Malfurion stesso ordinò il suo imprigionamento in un eremo, custodito dall’ordine delle Custodi (capeggiato da Maiev Cantombroso), letali assassine asservite a sorvegliare i prigionieri più pericolosi di Azeroth.

 

Per 10000 anni Illidan rimase imprigionato nel buio, riflettendo sulle strategie possibili per sconfiggere la Legione. Una guerra difensiva non poteva funzionare. Bisognava portare la guerra sui mondi della Legione.

 

L’opportunità arrivò per mano dell’un tempo amata Tyrande, che uccise parte delle Custodi e liberò Illidan, pensando potesse essere un valido aiuto contro i nuovi nemici.

 

Fuori dall’eremo infuriava la Terza Guerra: la Legione aveva sguinzagliato un esercito di Non Morti su Azeroth per spianare la strada alla propria invasione. Illidan percepì che nell’antica Valtetra (Ashenvale) era stato piantato un potente artefatto demoniaco, necessario a corrompere i boschi alle pendici del Monte Hyjal e il pozzo in cima al monte stesso: il Teschio di Gul’dan. Invece di distruggere l’artefatto, Illidan lo consumò, divenendo più demone che elfo. Sulla sua testa crebbero lunghe corna, e sulla sua schiena spuntarono delle ali. Malfurion e Tyrande rimasero orripilati dalla trasformazione, e bandirono per sempre Illidan dai possedimenti degli Elfi della Notte, prima che potesse aiutare a sconfiggere la Legione.

Le foreste contaminate dal Teschio rimasero tali, e presero il nome di Vilbosco (Felwood).

 

Dopo la sconfitta della legione, Illidan fu contattato da Kil’jaeden in persona, grande stratega della Legione Infuocata. Il Re dei Lich, servo della Legione e signore dei Non Morti era diventato troppo potente e si stava ribellando ai suoi padroni. Kil’jaeden chiese a Illidan di distruggere il Re dei Lich, in cambio di più potere. Illidan accettò, perché vide in quell’occasione un modo per infiltrarsi nelle forze della Legione e la possibilità di colpire dall’interno.

Per sconfiggere il Re dei Lich, Illidan richiamò i Naga, ex Elfi della Notte e servitori degli Dei Antichi. Nonostante gli Dei Antichi fossero nemici della Legione, trovarono interessante portare il caos su Azeroth ancora una volta.

Illidan viaggiò verso le Isole Disperse (Broken Isle). Lì, grazie al Teschio di Gul’dan sapeva di poter trovare un potente artefatto nella Tomba di Sargeras (Raid che abbiamo conosciuto in Legion): l’Occhio di Sargeras.

Nel mentre però, la Custode Maiev Cantombroso (Maiev Shadowsong) cominciò una spietata caccia per rintracciare il Traditore. Nella Tomba, Illidan fu raggiunto,ma grazie ai poteri dell’Occhio riuscì a fuggire verso Lordaeron, e poi verso Dalaran. Lì provò a lanciare un potente incantesimo per distruggere Nordania (Northrend, dove risiedeva il Re dei Lich) con l’ausilio delle linee di faglia che permeavano la potente città della magia, ancora in rovina dopo la Terza Guerra, ma fu bloccato da Malfurion (che percepì l’incanto spaccare il mondo) e Maiev.

 

Con una scusa, Illidan e Malfurion furono ingannati da Maiev e informati della morte di Tyrande. Ciò divise ancora di più i fratelli, finchè per caso il principe sopravissuto di Quel’Thalas, Kael’thas Solealto (Kael’thas Sunstrider) informò i gemelli che la Sacerdotessa era stata in realtà trasportata via da un fiume dopo una imboscata dei Non Morti, e che stava combattendo furiosamente per sopravvivere.

Malfurion fece arrestare la Custode, e insieme al fratello partirono in cerca di Tyrande.

Quando fu salvata, Malfurion lasciò andare Illidan, dichiarandolo libero. Illidan creò un portale per le Terre Esterne (Outland) e lo attraversò, inseguito da Maiev. Aveva fallito nel distruggere il Re dei Lich, e cercò riparo in questo mondo spezzato per evitare l’ira della Legione, ma fu catturato da Maiev. Grazie a Lady Vashj (servitrice Naga) e Kael’thas Solealto, suo nuovo alleato, fu però liberato e Maiev stessa fu imprigionata. A Kael, Illidan promise una cura per la sete di magia che affliggeva il suo popolo dopo la distruzione del Pozzo Solare, fonte di potere degli Alti Elfi, ora soprannominati Elfi del Sangue.

 

Per poter sopravvivere in pace nelle Terre Esterne, Illidan dichiarò di voler annientare le forze della Legione presenti in quel mondo. Grazie anche all’aiuto dei Draenei Krokul, Illidan chiuse innumerevoli portali della Legione, riducendo il numero di demoni, e sottomise Maghteridon, un Signore delle Fosse che abitava il Tempio Nero imprigionandolo nelle profondità della Cittadella del Fuoco Infernale.

 

Mentre Illidan raccoglieva le forze del mondo sotto il suo comando, Kil’jaeden apparve, dandogli un ultima possibilità per distruggere il Re dei Lich con i suoi nuovi alleati.

Nuovamente, Illidan viaggiò verso Nordania per spaccare il Trono di Ghiaccio del Re dei Lich, ma fu sconfitto dal Cavaliere della Morte Arthas. Illidan sopravvisse, ferito.

Lui ed i suoi alleati si ritirarono, preparandosi all’ira della Legione. Uno dei modi in cui si prepararono fu la creazione di un nuovo esercito di vilorchi, grazie al sangue del demone Maghteridon. Per cementare il suo dominio sulle terre esterne, mise Lady Vashj a controllare le paludi di Zangarmarsh. Nel frattempo Akama, leader dei Draenei Krokul delle Terre Esterne cominciò a divenire frustrato dall’uso sconsiderato del Tempio Nero da parte di Illidan: vilmagia e vilorchi infestavano quello che un tempo era uno dei luoghi piu sacri per i Draenei. Akama cospirò insieme a Maiev per reclamare il Tempio Nero. Il tempio inoltre era divenuto la sede dei suoi nuovi servitori, gli Illidari, Elfi della Notte ed Elfi del Sangue che avevano scelto di sacrificare la loro “umanità” per divenire come il loro padrone Illidan, e acquisire enormi poteri grazie alla vilmagia. Con questi poteri avrebbero potuto combattere anche loro contro la Legione.

Illidan guidò un attacco contro un mondo dei demoni regnato dal signore delle fosse Azgoth. Questo fu un primo assaggio di letalità del suo nuovo esercito.

 

Grazie ad un attacco contro Nathreza, la patria dei Signori del Terrore (Dreadlords, o Nathrezim) Illidan venne a conoscenza della posizione di Argus, il più potente mondo della Legione. Il portale che utilizzò fece collassare il mondo così come era successo per le Terre Esterne. La Legione aveva subito una sconfitta enorme.

 

Ma adesso la Legione sapeva delle intenzioni di Illidan, quindi lanciò un attacco ad Azeroth tramite il Portale Oscuro per usare Orda e Alleanza come eserciti. Orda e Alleanza abboccarono all’esca. Noncurante, Illidan era ormai diventato ossessionato dal distruggere Argus.

 

Non si rese conto in tempo che gli eserciti di Orda e Alleanza erano venuti a reclamare la sua vita. Per continuare la sua missione e al contempo affrontare gli avventurieri di Azeroth spedì gli Illidari alla ricerca della Chiave di Sargerite, un artefatto che avrebbe potuto aprire portali per infiniti mondi.

 

Illidan fu ucciso sulla sommità del Tempio Nero, il suo corpo trasportato nello Scrigno delle Custodi sulle Isole Disperse, e gli Illidari che tornarono furono a loro volta imprigionati. Akama potè reclamare il tempio per se, sognando di riempirlo di Luce ancora una volta.

 

Anni dopo, un Gul’dan di una linea temporale alternativa venne spedito alla ricerca del cadavere di Illidan, chiave per far cadere Azeroth ai piedi della Legione. Grazie all’aiuto di una Custode corrotta (Cordana Vilcanto/Felsong) Gul’dan fuggì con il corpo di Illidan, che sarebbe stato utilizzato come guscio per accogliere Sargeras.

 

Il Naaru primitivo Xe’ra e gli Illidari decisero quindi di riportare l’anima al suo corpo. L’anima di Illidan venne recuperata da Helheim, regno di Helya, con cui Gul’dan strinse un patto per tenerla al nascosto.

L’anima fu quindi chiusa in un prisma dell’anima, il Cuore della Luce, portato all’Arcimago Khadgar. Sulla sommità della Rocca della Notte, Khadgar riunì l’anima di Illidan al suo corpo. Illidan tornó a vivere, e dissolse Gul’dan come lui aveva fatto con Varian Wrynn. 

 

Così Illidan si unisce a Maiev e agli eserciti degli Spezzalegione sulla Riva Dispersa. I due viaggiano verso la Cattedrale della Notte Eterna per distruggere un potente signore del Terrore. Qui l’eco della guardiana Aegwynn compare, dicendo che per distruggere la viltempesta sulla Tomba di Sargeras è necessario l’Occhio di Aman’thul, un potente artefatto titanico.

Con gli stessi avventurieri che lo sconfissero al tempio nero, Illidan, Khadgar e il profeta Velen scendono nella Tomba di Sargeras per affrontare Kil’jaeden. Quando quest’ultimo si ritira, il gruppo lo insegue sulla sua nave, uccidendolo alle porte di Argus e aprendo un portale da Azeroth al pianeta della Legione con la Chiave di Sargerite. La scelta di Illidan fa inorridire il povero Khadgar.

Imbarcati sulla Vindicaar, Illidan, Velen, Magni Barbabronzea (divenuto Oratore a nome di Azeroth stessa) e gli avventurieri si uniscono all’Armata della Luce, guidata da Turalyon e Alleria Ventolesto.

Dopo aver condotto varie missioni per indebolire la Legione sul suo pianeta natale, l’Armata fa breccia ad Antorus, seggio di potere della Legione. Qui, l’armata libera le anime del Pantheon titanico per sconfiggere l’Anima del mondo Argus, un titano corrotto dal potere di Sargeras e sfruttato come fonte di potere della legione stessa.

Una volta sconfitto Argus, i titani intrappoleranno Sargeras nel Seggio del Pantheon. Illidan non tornerà su Azeroth, ma diventerà carceriere del Signore della Legione, come prigioniero fu lui, dichiarando che un cacciatore senza caccia non è nulla, esattamente come dichiarò Maiev dopo la vittoria al tempio Nero.

 

Questa è la storia per intero di Illidan Grantempesta, uno dei personaggi più interessanti della Lore di Warcraft, e se ci è concesso forse tra gli antieroi più belli esistenti.

 

fonti:wowpedia,wowwiki

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